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mercoledì 2 marzo 2011

GIANNI ALEMANNO A TERAMO.



Venerdì 11 Marzo ore 18,00

Auditorium Parco della Scienza












fonte: pdlteramo.it






L'assessore regionale ai Trasporti, Giandonato Morra in qualità di responsabile per l'Abruzzo della Fondazione Nuova Italia, e in collaborazione con il Pdl, ha promosso questo incontro come un momento di riflessione sullo "Sviluppo e Integrazione delle Regioni di Mezzo".
Il convegno, che si propone di dare impulso ai circoli abruzzesi della fondazione promossa da Alemanno come pensatoio culturale vicino la Casa delle Libertà e incentrata sull’impegno sociale, nasce come un dibattito teso a sviscerare le possibilità di integrazione geo-politica delle regioni centrali.
Come spiegato dall’assessore Morra, l’incontro vede la presenza di numerose personalità del mondo politico riunito per interrogarsi sulle possibilità di collaborazione economica e sulle sinergie attivabili attraverso le infrastrutture e progetti imprenditoriali comuni.
Oltre al sindaco Alemanno, al convegno, in programma l’11 marzo alle 18, interverranno anche il governatore della Regione Gianni Chiodi, il deputato dell’Emilia Romagna, Francesco Biava (già Capo della segreteria del Ministro delle Politiche Agricole), i coordinatori del Pdl Abruzzo, Fabrizio Di Stefano e Filippo Piccone, il senatore Paolo Tancredi e l’onorevole Carla Castellani.






Intervenite numerosi!









martedì 23 novembre 2010

RITORNA ORIZZONTE DI VALORI. Giornate di studio ad Ocre (AQ) 26-28 novembre

Orizzonte di valori. Giornate di studio. II edizione
26 - 28 novembre 2010
Fondazione Nuova Italia - Circoli Nuova Italia - Plus ultra
In collaborazione con il Centro studi geopolitica.info

Ritorna Orizzonte di valori. In vista di questo appuntamento ci sentiamo in dovere di declinare il significato del nome con cui abbiamo scelto di tenere a battesimo la scuola di formazione dedicata alla futura classe dirigente del nostro Paese. È, anzitutto, necessario riflettere sul significato semantico dei termini “orizzonte” e “valore”.
Occorre poi prendere in considerazione sia le interpretazioni potenzialmente disfunzionali di questi termini, che quelle cui, al contrario, desideriamo ispirare la nostra attività politica.
Per “orizzonte” si intende la “linea circolare apparente che segna ai nostri occhi l’incontro del mare o della terra con il cielo”.
Si tratta di un concetto che contiene in nuce l’idea di lontananza e di profondità prospettica.
Il rischio di un malinteso rapporto con l’orizzonte è che le nostre azioni possano perdere il contatto con un obiettivo di lungo periodo, che può sembrare tanto lontano da trasformarsi in utopia risultando, di conseguenza, scollegato dalla pratica politica quotidiana.
Per “valore” nelle lingue romanze si è inteso la “somma di forza, coraggio e virtù”.
Il rischio comportato dalla distorsione economicista del concetto, che ha trasformato questo termine in uno strumento di misurazione quantitativa del bene e del male, è che l’azione fondata sulla base dell’assolutizzazione dei valori segua il principio secondo cui in nome della loro affermazione nessun prezzo da pagare sia mai troppo alto.
Dobbiamo, quindi, guardarci bene da non cadere in una trappola solo apparentemente legata ad un gioco di parole. Il nostro “orizzonte” deve essere ben visibile e, in quanto tale, sempre in grado di presentarci chiaramente l’obiettivo finale verso il quale è necessario concentrare ogni sforzo.
I nostri “valori” devono rappresentare l’elemento distintivo della comunità politica cui apparteniamo, costituendo una forza magnetica grazie alla quale attirare l’intera società italiana.


La partecipazione ai seminari è a numero chiuso. Saranno accettate un massimo di 50 prenotazioni.

Programma:
venerdì 26 novembre
ore 14.30 - arrivo e accreditamento.
ore 15.30 - inizio lavori e saluti.
ore 16.00 - Visione in azione. I valori della destra sociale nel Pdl (intervengono: F. Biava e B. Saltamartini - modera: F. Dell’Orefice).
ore 17.00 - Le basi dell’azione politica: la sussidiarietà (interviene: E. Forlani - introduce: C. Borgia).
ore 18.00 - pausa.
ore 18.30 - Laboratori di coaching e comunicazione (a cura di G. Antinolfi, N. Lanza e F. Padovan).
ore 21.30 - cena.

sabato 27 novembre
ore 9.30 - Affrontare la tempesta. L’attualità della teoria delle élite (lectio magistralis di G. Giorgini - introduce: G. Natalizia).
ore 11.00 - pausa.
ore 11.30 - Esiste ancora il processo politico? Democrazia, governabilità ed equilibrio dei poteri (intervengono: D. Benedetti Valentini, P. Valerio e A. Tisci - modera: M. La Mantia).
ore 13.30 - pranzo.
ore 15.30 - Story telling: le nuove frontiere della comunicazione politica.
(intervengono: B. Murgia e A. Fontana - introduce: A. Amorese).
ore 17.00 - Bit e polis. Esistono media indipendenti?
(intervengono: M. Landolfi e G. Sacco - introduce: A. Magliocco).
ore 18.30 - pausa.
ore 19.00 - Declinare l’orizzonte di valori. Aggregazione, militanza e riproduzione della specie.
(intervengono: A. Cochi, L. Facchinetti , C. Fidanza e C. Varchi - modera: S. Merlo ).
ore 21.00 - cena.
domenica 28 settembre
ore 9.30 - Costruire il futuro. Lineamenti del patriottismo ambientale.
(intervengono: L. de Santoli, G. Monastra e V. San Giorgio - modera: G. Agovino).
ore 11.00 - La Nuova Italia nel panorama dei think tank italiani.
(intervengono: F. Panzironi e S. Santangelo - introduce: G. Cuscusa).
ore 12.00 - pausa.
ore 12.15 - L’identità come valore e come progetto (lectio magistralis di G. Alemanno).

sabato 27 febbraio 2010

MORRA : "RIPRISTINATI I COLLEGAMENTI FERROVIARI DELL'INTERCITY TORINO-LECCE CON LE STAZIONI ABRUZZESI"


Ritorna l’Intercity Torino-Lecce che era stato cancellato


fonte: primadanoi.it

ABRUZZO. A partire da lunedì 1 marzo sarà ripristinata la coppia di treni Intercity I.C. Torino-Lecce.



Si tratta dell'IC 610 che parte da Lecce alle 5.18 e arriva a Torino Porta Nuova alle 18.25 e dell'IC 611 delle 10.45 da Torino Porta Nuova (arrivo a Lecce alle 23.40). Il treno IC 610 Lecce-Torino Porta Nuova effettuerà fermate a Vasto-S.Salvo (9,48), a Pescara Centrale (10,32) e Giulianova (10,55); l'Intercity 611 Torino Porta Nuova-Lecce effettuerà fermate a Giulianova (18,13) Pescara Centrale (18,37) e Vasto-San Salvo (19,23).
A renderlo noto è l'assessore regionale ai Trasporti.
«E' un risultato importante per la nostra Regione- ha dichiarato l'assessore - poichè Trenitalia ha rispettato gli impegni presi. La sinergia tra più Regioni, in particolare con l'assessore ai trasporti della Regione Marche, ha portato al raggiungimento di un obiettivo voluto da tutto il territorio».
L'argomento era stato affrontato con l'amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato durante un incontro avuto di recente insieme al Presidente della Regione.
La Regione fa sapere inoltre che proseguirà con questa politica di potenziamento del trasporto ferroviario sia con Trenitalia che con la Società Sangritana. In particolare con quest'ultima si starebbe lavorando su un progetto di potenziamento delle linee per ottenere da RFI (Rete Ferroviaria Italiana) la concessione della tratta Vasto-Bologna che interesserà tutte le stazioni abruzzesi ed è interamente gestita dalla Sangritana.

venerdì 22 gennaio 2010

MORRA: PROROGATA LIBERA CIRCOLAZIONE SU MEZZI PUBBLICI LOCALI



La Regione Abruzzo per il trasporto gratuito sui mezzi pubblici dei disabili e delle categorie deboli.


fonte: agenziastra.it


(ASTRA) - 22 gen - Pescara - Anche per il 2010 è stata disposta la proroga della legge regionale 44 del 2005 in materia di libera circolazione sui mezzi del trasporto pubblico locale. Lo ha annunciato ieri l'assessore ai Trasporti, Giandonato Morra. La norma consentirà ai cittadini appartenenti alle categorie indicate dalla legge regionale di chiedere al proprio Comune di residenza il rinnovo o il rilascio della tessera che consente l'utilizzo gratuito dei servizi di trasporto pubblico finanziati dalla Regione, compresi i servizi ferroviari regionali, per la circolazione all'interno del territorio regionale. Hanno diritto alla tessera i non vedenti assoluti o con residuo visivo non superiore ad un decimo in entrambi gli occhi con eventuale correzione; i sordomuti; invalidi minorenni con indennità di accompagnamento oppure con indennità di frequenza; i grandi invalidi di guerra, di lavoro e di servizio; gli inabili, gli invalidi civili e del lavoro con invalidità superiore o uguale all'80%; i mutilati e invalidi di servizio dalla I all'VIII categoria; i mutilati, gli invalidi di guerra, compresi mutilati e invalidi civili per cause di guerra; i reduci di guerra e i cavalieri di Vittorio Veneto. La tessera non può essere utilizzata sulle linee di trasporto gran turismo, termali e balneari, su quelledi concessione ministeriale (Pescara-Napoli, Pescara-Bologna, Pescara-Torino), sulle linee internazionali e su quelle intercity (Pescara-Roma, Lecce dei Marsi-Avezzano-Roma, Villavallelonga-Avezzano-Roma, Scanno-Sulmona-Roma, Giulianova-Pescara, Gissi-Lanciano-Roma, Vasto-Lanciano-Pescara-Chieti scalo-Roma). Solo sulla linea intercity Giulianova-Teramo-L?Aquila-Roma la tessera di libera circolazione può essere ancora esibita. (REGFLASH)

sabato 12 dicembre 2009

LA RISERVA DEL BORSACCHIO : UNA STORIA ROSETANA di Fabrizio Fornaciari





Con questo articolo si vuole provare a ricostruire gli avvenimenti che hanno caratterizzato tutta la vicenda della Riserva del Borsacchio, dalla legge che ne ha previsto l'istituzione fino ad oggi. Non si pretende di dare tutte le informazioni nel dettaglio, per quelle bisogna rivolgersi ai protagonisti che sono citati qui, ma si vuole semplicemente far capire a che punto si trova l'istituzione della Riserva, la posizione di chi la vuole e di chi non la vuole.





Il 2009 si sta concludendo a Roseto con una gestione catastrofica della macchina amministrativa da parte della Giunta Di Bonaventura. L’atteggiamento è quello di chi tutto può e tutto gli è concesso nella convinzione ormai di aver “ovattato” le coscienze dei cittadini con un sistema di potere fatto di clientela, di pacche sulle spalle e di atti amministrativi senza alcuna progettualità e che definire discutibili è dir poco.
Non è un caso che si stia acuendo sempre più la divisione tra il PD ginobliano e le forze della Sinistra (Rc, Pdci, Sinistra democratica, Verdi,ecc…) che, va loro riconosciuto, hanno sempre avuto un atteggiamento critico e mai succube rispetto al Partito democratico.
Non è un caso che in ogni occasione pubblica nella quale si discute dei temi politici fondamentali per la nostra città il Sindaco e i suoi siano accolti da fischi e pernacchie.
Un tema simbolo che fa comprendere come a Roseto si sia toccato il fondo è sicuramente quello che riguarda la Riserva del Borsacchio. Vista da qualcuno non come opportunità di sviluppo, basti pensare alla felice esperienza della Riserva dei Calanchi di Atri, ma come intralcio per le mire edificatorie di qualche costruttore.

Bisogna tornare indietro nel tempo al 30 settembre 2008 data entro la quale il Comune di Roseto, secondo quanto previsto dalla L.R. 06 dell’08 febbraio 2005 che ha istituito la Riserva, avrebbe dovuto adottare il relativo Pan (Piano di assetto naturalistico). Poco dopo la scadenza di quel termine, il 02 ottobre 2008, si tenne al Palazzo del Mare la presentazione del Piano di Assetto Naturalistico progettato dal Prof. Nigro. Già in quella occasione si è palesato il mancato rispetto da parte del Sindaco Di Bonaventura di uno degli impegni presi durante la campagna elettorale del 2006 che lo ha rieletto come primo cittadino. Le promesse elettorali prevedevano l’istituzione della Riserva disciplinata appunto dal Pan senza alcun metro cubo di cemento all’interno della stessa. Invece nella relazione del Prof . Nigro era prevista una superficie di quasi 50.000 mq di superficie edificabile. Subito ci fu una levata di
scudi da parte delle associazioni ambientaliste e delle opposizioni (che da quel momento si ingrossarono con i consiglieri Braca e Avolio).
Si arrivò dunque all’08 ottobre 2008, data in cui il Consiglio Comunale avrebbe dovuto discutere ed approvare il Pan. In quella sede per alcuni consiglieri comunali della maggioranza non sarebbe stato possibile votare in quanto gli stessi sono proprietari di immobili all’interno dell’area oggetto di discussione e quindi in palese conflitto di interesse. Soltanto dopo la richiesta dei consiglieri Di Marco, Braca e dell’allora capogruppo dei Liberalsocialisti Vannucci questi abbandonarono l’aula. Come da prassi soltanto dopo la richiesta dell’opposizione, venne ascoltato il Presidente del Comitato cittadino per la Riserva naturale del Borsacchio Avv. Fabio Celommi in seguito alla relazione tecnica dello staff del Prof. Nigro.
A seguito di un dibattito incandescente, i consiglieri del PD abbandonarono i loro banchi facendo mancare il numero legale. Seguiranno pesanti accuse sulla stampa rivolte alla Giunta comunale e all’On. Ginoble fino ad approdare al Consiglio Comunale seguente tenutosi il 21 ottobre 2008.
In questa seduta il PD si presenta in aula con soli sette consiglieri, il Sindaco e gli altri consiglieri con conflitto d’interessi sono fuori dall’aula.
Come prevedibile da subito iniziano gli scontri con attacchi sia dal centrodestra sia da Braca e Avolio dopo la proposta dell’Assessore Frattari di rinviare la discussione per apporre delle modifiche al Pan. Dal dibattito emerge la notizia dell’acquisto di una società immobiliare di Teramo di terreni, in una zona agricola dove sono previsti cambi di destinazione d’uso, all’interno del perimetro della Riserva per un valore di circa Euro 1.300.000.
Arrivati al momento della votazione il Presidente del Consiglio Rega chiede la sospensione di cinque minuti dei lavori per accertare la presunta incompatibilità del consigliere Norante a partecipare alla votazione. Questa sospensione durerà un’ora e mezza fino a quando il consigliere Prosperi (PD) legge una nota in cui si propone il ritiro della discussione al fine di salvaguardare il principio di “autotutela della P.A.” a causa della presenza di Norante, a loro dire titolare di conflitto di interessi e quindi impossibilitato a partecipare.
A questo punto la minoranza imbufalita fa mancare il numero legale abbandonando l’aula con il pubblico numerosissimo che stigmatizzava l’atteggiamento della maggioranza al grido di “Buffoni!”.
Anche in seguito alla seduta del 21/10/08 si sono susseguite dichiarazioni al vetriolo delle opposizioni contro il monocolore PD. Nello stesso periodo è seguita una denuncia da parte del Comitato Riserva nei confronti dell’Amministrazione comunale per la realizzazione di un sottopassaggio abusivo che collega la SS 16 al Camping Lido d’Abruzzo in violazione delle norme di salvaguardia per le aree protette ai sensi L.R. 06/05.
Superato quindi il termine di approvazione fissato dalla Regione Abruzzo senza che il Pan fosse stato adottato, iniziò a prender corpo con maggiore insistenza la possibilità di nomina di un commissario ad acta per l’adozione dello stesso tanto da destare i legittimi dubbi che proprio la maggioranza non aspettasse altro che la “patata bollente” passasse in mani altrui, al fine di non peggiorare la già pessima opinione che i cittadini hanno maturato sull’atteggiamento della stessa nel gestire questa vicenda.
Seguirà una delibera (1153/08) dell’allora Giunta Regionale di centrosinistra (Del Turco era già andato in galera) datata 27 novembre 2008 con la quale il Presidente vicario Paolini e i colleghi assessori decisero di affidare la gestione della Riserva alla Provincia di Teramo constatata l’inerzia del Comune di Roseto degli Abruzzi.
Il 17 dicembre 2008 le associazioni ambientaliste incontrarono il Presidente D’Agostino che promise di risolvere il problema.
Il 21 Aprile 2009 il Consiglio provinciale delibera a maggioranza la nomina dell’Organo di gestione della Riserva e l’inizio della concertazione con i comuni di Giulianova e Roseto. Persino in quella sede la rosetanità si è fatta riconoscere…i consiglieri provinciali del PD Frattari e Di Girolamo (entrambi assessori della Giunta comunale di Roseto) si astennero motivando il loro dissenso pronunciandosi per la nomina di un commissario ad acta.
Il tempo passa ma non succede niente e D’Agostino viene dunque criticato dalle associazioni ambientaliste esasperate da quattro anni di inadempienze da parte dei comuni di Roseto e Giulianova.
Le elezioni provinciali del 06 e 07 giugno, come quelle delle precedenti regionali, testimoniano la volontà dei cittadini di cambiare pagina e di voler punire l’arroganza degli amministratori rosetani che però continuano a perseverare soprattutto sulla questione Riserva.

Passata l’estate l’argomento è tornato ad impegnare l’agenda politica perché in sede di discussione di Piano spiaggia vengono previsti lotti di demanio all’interno della Riserva da rilasciare come concessione.
Tutto pare calmo fino a quando agli inizi di novembre il consigliere regionale del PD Di Pangrazio chiede a mezzo stampa la convocazione urgente della II Commissione consiliare della Regione Abruzzo per far ascoltare i sindaci di Roseto e Giulianova, Mastromauro e Di Bonaventura, al fine di promuovere una riperimetrazione dei confini della Riserva.
Nei giorni successivi trapela la notizia di un progetto di legge regionale presentato dal consigliere Rabbuffo (PDL) nel quale è prevista la riperimetrazione. Questa proposta legislativa viene pubblicamente avversata dal centrodestra rosetano e regionale a mezzo stampa e nell’importante convegno organizzato dal Comitato per la Riserva Naturale del Borsacchio il 21 novembre scorso presso il Palazzo del Mare.

L’appuntamento intitolato “Riserva Naturale Regionale del Borsacchio e mobilità ciclabile tra i comuni di Giulianova, Roseto degli Abruzzi e Pineto” doveva trattare del collegamento ciclabile tra i suddetti comuni ma è stata l’occasione per una serrata discussione sul tema della riperimetrazione della Riserva stessa. Oltre che interventi molto qualficati da parte di esponenti dell’associazionismo che sottolineavano l’importanza dell’istituzione di una riserva naturale per lo sviluppo economico del territorio, è stata la presenza di importanti esponenti politici ad attirare un’altissima attenzione. Erano presenti in sala i sindaci di Roseto e Pineto, l’Assessore regionale alla cultura Di Dalmazio, il consigliere regionale Rabbuffo, il Presidente della Provincia Catarra, il senatore Tancredi, il consigliere regionale Acerbo, l’Assessore provinciale Vannucci e l’ex-parlamentare D’Elpidio.
Di Dalmazio è intervenuto chiedendo “di non alimentare nessuna contrapposizione tra “guelfi e ghibellini” e discutere con comuni e provincie”. Poi fa riferimento alle esperienze dei parchi abruzzesi “nei nostri parchi nazionali vi è stato un equivoco sulla logica del vincolo, con i presidenti dei parchi abbiamo concordato le linee guida di carattere regionale. E’ giusto perseguire la logica della sussidiarietà con le competenze specifiche degli enti territoriali, diamo la massima disponibilità a discutere per creare un forte sviluppo nell’area della Riserva insieme al Presidente della Provincia” Conclude con una considerazione “La Riserva dev’essere un’opportunità di sviluppo, se non saremo in grado di realizzare tutto ciò ce ne assumeremo la responsabilità e le colpe.”
Catarra gli fa eco “C’è bisogno di un ampio dibattito ma la risposta va data dalla politica locale, da lì poi gli enti sovra comunali raccoglieranno le indicazioni dei cittadini di Roseto e dei loro rappresentanti.”
Indubbiamente gli interventi più energici sono stati quelli di Vannucci e di Acerbo.
Il primo esordisce con un excursus storico-politico : “Per la storia politica di questa città, noi (Liberalsocialisti n.d.r.) firmammo un patto d’onore con la coalizione del centrosinistra per mantenere e preservare la Riserva. Se qualcuno volle nella notte in Consiglio Regionale (Ginoble & c.) istituire la Riserva questo non è stato criticato tanto che abbiamo accettato la richiesta da parte dei “superambientalisti” di farla partire davvero. In consiglio comunale (si riferisce alla seduta del 21/10/08 n.d.r.) arriva la “colata di cemento”, la maggioranza con il voto di un consigliere incompatibile fa bloccare la discussione”.
Prosegue senza risparmiare nessuno “Questa situazione è diventata ingarbugliatissima dal punto di vista istituzionale, dopo un po’ Di Bonaventura, Ginoble e Ruffini vanno ad illustrare il loro Pan e poi c’è l’iniziativa di Rabbuffo. La Regione dovrebbe interessarsi in maniera politico-istituzionale dell’intera vicenda dove tutte le componenti si devono prendere le responsabilità a così finalmente finisce la “guerra tribale”. Concludo invitando il Sindaco una volta per tutte a prendersi le sue responsabilità.”
Il secondo invece evidenzia come “la Riserva è inattuata per il boicottaggio della politica locale” e dichiara “conosco l’influenza del mattone sulla poltica in tutto l’Abruzzo e alla fine i veri danneggiati non sono solo i cittadini, ma soprattutto gli operatori turistici”.
Il Sindaco ha provato a difendersi sostenendo che “sono state dette molte inesattezze: questa legge nasce in modo illegittimo (L.R. 06/05 n.d.r.), non è stato sentito l’ufficio urbanistico regionale con il relativo parere preventivo; nasce con un perimetro di 110 ettari " ( viene smentito dai partecipanti che gli ricordano che si tratta di un mero refuso, l’Avv. Celommi gli consegna la planimetria prevista nel Bura).
Prosegue : “sono state fatte tre leggi, sono stati modificati i perimetri (Braca polemizza dal pubblico “Non hai fatto alcun ricorso!”), qualcuno inoltre asserisce di una mia incompatibilità a partecipare all’audizione presso il Consiglio Regionale, ma sono andato a portare la mozione che le minoranza avevano prodotto in materia. Si è parlato di poteri forti, di corruttori,ecc…ognuno risponde di fronte a Dio e di fronte alla giustizia. Comunque ci tengo a dire che per me nessun metro cubo di cemento dev’essere inserito nella Riserva. La Regione Abruzzo pianifichi in maniera chiara, la Riserva dev’essere un’opportunità non divenire penalizzante per chi ci vive dentro, concludendo non ho mai parlato di riduzioni drastiche comunque lo studio del Prof. Nigro può rappresentare un’ottima base di partenza.”
Il dibattito è concluso dall’intervento dell’Avv. Celommi “La volontà del legislatore regionale è stata univoca, per l’istituzione della Riserva abbiamo avuto problemi con l’amministrazione locale, che si è mossa soltanto dopo alcune diffide scritte. Fatto il bando al quale hanno risposto in 28 tra ingegneri, tecnici, geometri,ecc… poi si è scelto di dare l’incarico di redazione del Pan al Prof. Nigro. Si poteva scegliere il “Dipartimento di Scienze ambientali” dell’Università de L’Aquila, organo dotato di tutte le professionalità e soprattutto si poteva anche risparmiare ( il Pan è costato ai cittadini ben 230.000 Euro). Ribadisco inoltre che il perimetro iniziale non era di 110 mq ma si tratta di un refuso.”
Continua Celommi “Un anno fa doveva essere approvato questo piano in Consiglio Comunale, dopodiché un consigliere regionale di Avezzano(Di Pangrazio n.d.r.), che poco conosce il nostro territorio, è stato sollecitato a presentare quest’iniziativa (richiesta di audizione dei sindaci per riperimetrazione n.d.r.), se fossero stati i diretti interessati a chiederla sarebbe stata una decisione impolitica, impopolare e osteggiata. “Con questa riperimetrazione” conclude “si vuole trasformare l’attuale riserva in un orto botanico. Il Sindaco è favorevole così cesserebbe il conflitto d’interesse suo e dei suoi consiglieri”.
Dal punto di vista amministrativo dopo l’audizione presso la II Commissione consiliare del Consiglio Regionale alla quale ha partecipato il Sindaco Di Bonaventura, nonostante alcuni consiglieri regionali del PDL e della sinistra radicale gli ricordassero della sua incompatibilità, è seguita la proposta dello stesso primo cittadino e dell’Assessore Frattari di costituire in seno al Consiglio Comunale una Commissione temporanea che lavori per la redazione di un documento condiviso che attivi definitivamente la Riserva. I toni del “predicar bene e razzolar male” vengono confermati quando il Presidente del Consiglio Comunale Rega autorizza la partecipazione al Consiglio Comunale del 10 dicembre dei consiglieri in conflitto di interessi facendo orecchie da mercante nei confronti della missiva inviatagli dall’Avv. Celommi in cui si richiede che questi si astengano dal prendere parte alla votazione ai sensi del D.lgs N°267/2000.
Si è arrivati così all’ultimo Consiglio Comunale (10/12/09) nel quale la maggioranza (con il voto favorevole anche dei Liberalsocialisti) ha votato a favore dell’istituzione di una commissione paritetica (composta da Salvatore, Cappucci, Braca, Avolio, Santarelli, Marini, Norante e Di Marco) che entro il 26 gennaio prossimo dovrà formulare un documento unitario da inviare alla Regione Abruzzo.
Sembra l’ennesima scusa di Di Bonaventura, Ginoble & co. per prendere tempo, gli sviluppi sono tutti da scoprire.






Per ulteriori informazioni consultare il blog http://politicarosetana.blogspot.com/

giovedì 10 dicembre 2009

MORRA CRITICA LE SCELTE DI TRENITALIA CHE PENALIZZANO LE STAZIONI DI GIULIANOVA E VASTO



FERROVIE, MORRA: TRENITALIA, SCELTE INACCETTABILI


fonte: agi.it


(AGI) - L’Aquila, 7 dic.- Disapprovazione e’ stata espressa dall’assessore ai Trasporti, Giandonato Morra, sulle nuove scelte di Trenitalia nazionale che riguardano la fascia oraria relativa alla dorsale Adriatica. “Eccessive e inaccettabili - ha commentato l’assessore - sono le penalizzazioni a cui vengono sottoposte le stazioni di Vasto e di Giulianova cosi’ come quella di San Benedetto del Tronto per la regione Marche. Ho deciso di convocare al piu’ presto una riunione con l’assessore ai Trasporti delle Marche, Pietro Marcolini con cui sono in stretto contatto e con i presidenti delle Province di Chieti, Teramo ed Ascoli Piceno interessati a questi tagli. La scelta di Trenitalia a livello nazionale e’ palesemente stonata tenuto conto anche del grande sforzo della Regione Abruzzo nella stipula del contratto di servizio regionale avvenuta nei giorni scorsi. Determinati impegni assunti con noi non possono essere ignorati da Trenitalia in scelte operanti su scala nazionale. La Regione Abruzzo - ha concluso l’assessore Morra -insieme alle Marche, all’Emilia Romagna e all’Umbria ha stipulato in precedenza anche un protocollo d’intesa alla presenza delle associazioni dei consumatori al quale dovra’ essere dato maggiore seguito e nuovo impulso”. (AGI) com/Plt

lunedì 21 settembre 2009

La fiaccola tricolore, racconto di una lunga storia d’amore di Fabrizio Fornaciari



Sabato pomeriggio a Chieti all’interno della manifestazione “La politica oltre la politica” organizzata dalla Fondazione Cantiere Abruzzo Italia del Sen. Di Stefano, si è svolta la presentazione del libro “La fiaccola tricolore” di Fabrizio Tatarella.
Alla presentazione erano presenti Stefano Morelli, Presidente direzione nazionale della Giovane Italia; Marco Marsilio, deputato romano del Popolo della Libertà e storico dirigente del Fronte della Gioventù e di Azione Giovani; Lorenzo Sospiri, consigliere regionale ed ex coordinatore regionale di Azione Giovani Abruzzo e Fabrizio Tatarella, autore del libro.
Apre il dibattito Morelli che riferisce di quelli che sono stati i passaggi necessari alla costituzione della Giovane Italia, il movimento giovanile più importante d’Italia, spiega che vi è stata una grandissima partecipazione al sondaggio per scegliere il nome del movimento che ha visto militanti e simpatizzanti decidere con larghissima maggioranza (l’85% del totale) il nome Giovane Italia. Lo stesso sistema sarà utilizzato per decidere il simbolo da adottare.
Nel commentare le pagine con cui Tatarella narra la storia della giovane destra Morelli ritiene che “La fiaccola tricolore” sia “un libro che ha precorso i tempi, un libro che ha immaginato la nascita del movimento giovanile unico”.
Lo segue nel dibattito l’intervento di Marco Marsilio, pezzo di storia della destra giovanile romana, applauditissimo dalla platea. Marsilio comincia col raccontare della sua esperienza giovanile, a cavallo tra fine anni ’70 e inizio anni ’80: un periodo di transizione in cui la destra giovanile veniva fuori dai lutti degli “anni di piombo” fortemente segnata e cercava di andare oltre attraverso nuove parole d’ordine, nuove sperimentazioni culturali, aprendosi alla società. “Si affrontava più spesso l’estetica e non la sostanza, dovevamo stimolare i giovani a fare politica, a continuare a fare di più. Inoltre era una stagione in cui solo in qualche paesino riuscivamo a fare il colpaccio di eleggere il sindaco e festeggiavamo in tutta Italia.” e poi continua “Però sperimentavamo nel fare politica nelle strade, nelle piazze, nel movimento studentesco a trovare una nuova via: abbiamo persino stretto accordi con associazioni cattoliche e non, trovando spesso le prime difficoltà nel veto del partito”.
Arriva quindi a parlare della trasformazione del Fronte della Gioventù in Azione Giovani: “ Chi aveva metabolizzato queste esperienze ha trovato poi naturale il proprio percorso politico in Azione Giovani e in Alleanza Nazionale” ed infine commenta la nascita del nuovo movimento giovanile unico del centrodestra “Oggi nella Giovane Italia ci sono esperienze diverse, c’è chi viene dall’esperienza liberale, del socialismo riformista, della destra, in un nuovo movimento giovanile e in un partito interclassista in cui spiccano i valori della nazione, della famiglia, della solidarietà e della sussidiarietà. Due soggetti politici, partito e movimento giovanile, che sono il vero motore della politica italiana. E’ importante aver deciso subito di costituire il nuovo movimento giovanile unico, con un nome rassicurante per chi tiene alla simbologia, all’estetica e all’identità.”
Chiude con una riflessione ad effetto che racchiude una grande verità, sottolineando così l’importanza per la politica della presenza di un movimento giovanile forte e con una grande partecipazione: “I migliori interpreti della politica sono le persone che dai 14 ai 16 anni perdono un’ora in più del loro tempo per servire il loro popolo”.
Lo segue negli interventi Lorenzo Sospiri, una vita nelle organizzazioni giovanili della destra, prima col Fronte della Gioventù e poi in Azione Giovani. Parlando della storia e del ruolo della giovane destra nella società italiana, ben descritta dal libro di Tatarella, Sospiri vede nel ruolo della stessa: “Un importante spaccato della vita di questa nazione, vi capiterà spesso di sapere, parlando con amici di politica, che si è passati anche solo per un’ora in manifestazioni o volantinaggi delle organizzazioni delle organizzazioni giovanili di destra. Ho sentito più volte amici che sentivano l’esigenza di fare un volantino contro l’invasione russa a Praga, per chiedere maggiore libertà culturale,ecc…” Parla poi della sua esperienza personale “è stata una grande palestra, ho metabolizzato di credere in alcune idee durante le attività del movimento giovanile, la fucina degli attuali vertici e di quelli passati viene da lì (immancabile l’omaggio con riferimento alla famiglia Tatarella n.d.r.) credo che Fabrizio sia orgoglioso di portare il cognome Tatarella, perché proprio dalle intuizioni di Pinuccio Tatarella sono stati piantati molti semi del progetto del PdL”
Immancabile infine un riferimento al nuovo movimento giovanile: “E’ stato giusto utilizzare questo nome come segno di riconoscenza per due generazioni di italiani che hanno difeso alcuni valori in tempi in cui difendere quei valori, magari sopiti in alcuni periodi, era molto difficile. La vittoria culturale di quella Giovane Italia che difendeva il tricolore, anche quando il popolo italiano ci puniva nelle tornate elettorali, e quei valori di quella Giovane Italia ritornano nelle dichiarazioni del famigliari dei sei soldati caduti nel vile attentato terrorista in Afghanistan”. Inutile riferire dell’applauso entusiasta dei presenti.
Il dibattito cresce d’intensità quando l’autore prende la parola e subito spiega i motivi che lo hanno spinto a raccontare la storia dei giovani di destra. “Da quando nasce la destra democratica, tanto è stato scritto sulla destra: i libri di Telese, Veneziani, Tarchi, Terranova…Ma non c’era un libro che raccontasse la storia della destra giovanile, un mondo importante dal quale è uscita l’attuale classe dirigente del paese: non è un caso che il segretario del FdG dal ’77 all’88 è la terza carica dello Stato, non è un caso che Alemanno sia Sindaco di Roma, Gasparri capogruppo al Senato del primo partito in Italia, Menia sottosegretario,ecc…Nel libro sono presenti i contributi di Massimo Anderson, il più vecchio segretario del FdG, Mellone e Campi, intellettuali del think tank “Fare Futuro” e di una intervista esclusiva a Gianfranco Fini. Ci sono anche delle fotografie: non è un caso che la prima ritragga Roberto Mieville nel 1948 mentre tiene un comizio sul tetto di un furgoncino e l’ultima Giorgia Meloni che stringe la mano a Berlusconi a rappresentare la scommessa che è stata vinta. Un momento che ha emozionato tutti, un momento in cui la Comunità ha vinto.” Sottolinea poi l’importanza dei giovani nella storia della destra italiana : ”Addirittura secondo il politologo Carioti se oggi è possibile ricordare la storia del primo MSI si deve ringraziare i giovani missini che presidiavano le piazze per volantinare e partecipare alle manifestazioni, come negli anni ’50 quando i giovani italiani erano in piazza per difendere i confini della Patria o più tardi in solidarietà a Jan Palach e al popolo ceco”.
E’un fiume in piena Tatarella in un alternarsi di ricordi, aneddoti e citazioni “La sfida della destra era portare avanti una classe dirigente giovane, non ci sono più le piazze piene e le urne vuote come ai tempi di Almirante ma le piazze piene e le urne piene. La nostra storia è costellata da immagini importanti come la caduta del Muro di Berlino, come la manifestazione durante Tangentopoli quando il FdG circondò Montecitorio con un enorme girotondo e i partecipanti indossavano t-shirts con la scritta “Arrendetevi siete circondati” per denunciare la corruzione della classe politica, le frasi di Almirante che ancora oggi sono di lezione per i nostri ragazzi”.
Chiude i lavori Sospiri che energicamente indica il ruolo che deve avere la Giovane Italia: “Dobbiamo martellare gli ultimi muri della nostra nazione eretti dalla sinistra, il luogo comune che vuole che la cultura risieda solo a sinistra, l’ambientalismo sia di sinistra, la difesa della dignità del lavoro è di sinistra è una grande cazzata. Se non dimentichiamo qual’è il nostro obiettivo credo che daremo una buona generazione di amministratori alla nostra nazione”.
Neanche qui, a Chieti, è immune da polemiche il Festival del Cinema di Venezia “Dell’ultima mostra del cinema ho visto i vari film italiani, spero che presto si faccia un film che racconti la storia delle generazioni raccontate da Tatarella, dei giovani cattolici, dell’impegno sociale o anche la semplice storia dei ragazzi impegnati a studiare con dei valori seri…è necessario raccontare attraverso il cinema queste bellissime storie”.
Ai giovani del Popolo della Libertà l’onore e l’onere di continuare a scrivere le pagine di questa bellissima storia.