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giovedì 28 gennaio 2010

GIOVANE ITALIA ROSETO (PDL) MANIFESTA CONTRO CHIUSURA TERMINI IMERESE E CHIEDE "EMBARGO POPOLARE" CONTRO FIAT



Roseto degli Abruzzi, lì 28/01/10


Alla c.a. organi di informazione


OGGETTO: COMUNICATO STAMPA


Con gentile richiesta di pubblicazione


Fiat, chiusura stabilimento Termini Imerese: Giovane Italia (PDL) e Azione Studentesca lanciano l’embargo popolare. Giovedì 28 gennaio manifestazione davanti il Fiat Center di Roseto degli Abruzzi (frazione di Cologna Spiaggia) e volantinaggio di fronte le scuole superiori di Roseto e Teramo.


Dopo l’annunciata chiusura dello stabilimento FIAT di Termini Imerese, Giovane Italia – movimento giovanile del Popolo della Libertà – e Azione Studentesca lanciano anche a Roseto degli Abruzzi e in provincia di Teramo la provocatoria campagna “Embargo popolare” per boicottare i prodotti del gruppo.
Nello specifico i militanti di Giovane Italia e Azione Studentesca nella giornata di oggi sono stati impegnati in un volantinaggio di fronte alle scuole superiori di Roseto e Teramo, successivamente, dalle ore 10,30 alle 12,30, hanno svolto un presidio di fronte al Fiat Center di Roseto degli Abruzzi (frazione Cologna Spiaggia).
“L’azienda guidata da Marchionne da anni persegue politiche anti nazionali delocalizzando la produzione in paesi dove la manodopera costa meno (Brasile, Argentina, Polonia e Messico). Dopo aver percepito dallo Stato diversi milioni di Euro (secondo un recente studio dal 1996 ad oggi la Fiat avrebbe percepito dallo Stato 300 milioni di Euro circa, dalla Regione Sicilia 425 milioni di Euro per Termini Imerese) in termini di contributi a fondo perduto e di finanziamenti a tasso agevolato, dopo aver ricevuto commesse pubbliche, incentivi fiscali ed ecoincentivi oggi minaccia di fermare la produzione a Termini Imerese provocando il licenziamento di migliaia di lavoratori. Oltre agli impiegati della fabbrica, sarà danneggiato l’indotto con la conseguente perdita di posti di lavoro nelle numerose piccole imprese che lavorano per la FIAT.” sostiene Francesco Di Giuseppe, responsabile provinciale di Azione Studentesca. “Se passa il principio che questa azienda , ampiamente foraggiata dallo Stato,” conclude Di Giuseppe “possa chiudere stabilimenti così grandi senza alcun dialogo con i lavoratori ed il Governo, dopo Termini Imerese toccherà ad altre città italiane”.
“Tutto questo è inaccettabile. Per questo Giovane Italia lancia oggi questa campagna affinché tutto il popolo italiano si ribelli a queste politiche anti nazionali della FIAT, boicottando attivamente l’azienda non acquistando più automobili, camion, trattori e mezzi industriali di produzione. L’embargo popolare deve essere allargato anche ai prodotti riconducibili al gruppo FIAT nel campo dell’editoria, banche e finanza, dismettere eventuali titoli azionari o partecipazioni a fondi che possano identificarsi con la FIAT, ritirare i loro risparmi e chiudere i rapporti con gli istituti bancari che hanno FIAT fra gli azionisti.” dichiara Fabrizio Fornaciari, dirigente provinciale di Giovane Italia “Inoltre in riferimento all’importante stabilimento Sevel di Atessa(CH), fiore all’occhiello del gruppo Fiat per la produzione del furgone Ducato” aggiunge Fornaciari “esprimiamo preoccupazione per il mancato potenziamento della produzione che doveva arrivare a 300.000 furgoni l’anno. Infatti nel piano industriale Fiat per il 2011 è prevista la produzione di soli 220.000 unità circa l’anno, senza contare che nella redazione del piano industriale la Fiat ha riservato allo stabilimento abruzzese soltanto due righe.”
Iniziative analoghe si sono svolte in oltre 30 città italiane, in primis a Termini Imerese, in città grandi e piccole da Milano a Palermo.
Con la presente si porgono distinti saluti.


Ufficio stampa
Giovane Italia


Roseto degli Abruzzi




Ufficio stampa


Azione Studentesca


Coordinamento provinciale Teramo

Il servizio del TG6 il telegiornale di TV6
http://www.youtube.com/user/TVSEI#p/a/u/2/I04qjG3sAZs

mercoledì 27 gennaio 2010

Scajola interviene sulla decisione della Fiat di far partire la cassa integrazione a Termini Imerese


Fiat, Scajola: «Blocco inopportuno»

Bonanni: «E' un ricatto»


fonte: ilsole24ore.com


La decisione della Fiat di far partire la Cassa integrazione guadagni, per due settimane, per tutti gli stabilimenti auto, non è opportuna e rende più difficile la vertenza con i sindacati sullo stabilimento di Termini Imerese. Lo ha detto il ministro per lo Sviluppo economico, Claudio Scajola, intervistato da SkyTg24, precisando che il Governo non era stato informato preventivamente di tale decisione.



In particolare, il ministro ha detto che, proprio in questo periodo in cui si stanno conducendo le trattative su Termini Imerese, «questa rapidità di decisione della Fiat di avviare la Cig a fine mese per tutti gli stabilimenti mi pare una decisione non opportuna».



«Abbiamo contatti continui con la Fiat - ha aggiunto Scajola -, ma non sapevamo che avesse decisio la Cig, che, ripeto, non è opportuna e rende tutto più difficile».



Sulla vicenda è intervenuto anche il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, per il quale la decisione di mettere 30 mila lavoratori in cassa integrazione per 2 settimane tra un incontro e l'altro con il sindacato «è un modo singolare di procedere. Qualcuno lo chiamerebbe un ricatto». «Ci siamo visti prima di Natale - ha detto Bonanni - e abbiamo un incontro il 29. Tra un incontro e l'altro ci fa trovare 30 mila cassa integrati. È un modo singolare, lo ripetiamo, qualcuno lo chiamerebbe un ricatto».



Il ministro Scajola ha parlato anche degli incentivi auto: «Ci aspettavamo una domanda in forte calo - ha detto il ministro - e la Cig serve proprio per adeguare la produzione alla domanda e far tornare i conti».«Stiamo valutando di rinnovare gli incentivi - ha aggiunto il ministro -, anche per altri settori, ma non c'è dubbio che turbano il mercato». Per tale motivo, ha spiegato Scajola, il governo sta studiando la possibilità di rinnovarli «per un periodo limitato e con cifre meno consistenti».