lunedì 6 settembre 2010

Atreju, festa nazionale della Giovane Italia dall'8 al 12 settembre a Roma

fonte: atreju.tv

Dritto al cuore di chi crede! È il grido di battaglia di Atreju 2010, Festa nazionale della Giovane Italia, il movimento giovanile ufficiale del Popolo della Libertà...

Nata nell’alveo della destra giovanile nel 1997, Atreju non è più solo il protagonista de “La Storia Infinita” di Michael Ende, scelto dagli organizzatori per incarnare l’esempio di un giovane impegnato nel confronto quotidiano contro le forze del Nulla, contro un nemico che logora la fantasia della gioventù, ne consuma le energie, lo spoglia di valori ed ideali, sino ad appiattirne l’esistenza. Atreju è ormai anche il consueto appuntamento di fine estate che segna l’inizio della stagione politica italiana.

Dall’8 al 12 settembre, per cinque giorni si succederanno dibattiti, mostre, spettacoli, provocazioni, giochi e suggestioni, all’interno di un villaggio eco-compatibile di 5mila metri quadri, costruito all’ombra del Colosseo, monumento simbolo dell’identità italiana. “Mille sogni, una sola Italia” è infatti il secondo messaggio che giunge dai manifesti che annunciano Atreju 2010, con un evidente richiamo al 150esimo anniversario dell’Unità d’Italia che si celebrerà nei mesi successivi. Come sempre, il programma integrale sarà svelato gli ultimi giorni di agosto. Ma alcuni eventi possiamo anticiparli.

Mercoledì 8 settembre ad aprire i battenti della Festa sarà il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. Accompagnato sul palco dal Ministro della Gioventù, Giorgia Meloni, il Cavaliere si confronterà con i ragazzi e le ragazze della Giovane Italia, per fare un bilancio dell’anno passato, ma soprattutto per tracciare le linee guida della nuova stagione politica

Nel corso della sessione straordinaria della Summer School di Gaetano Quagliariello si discuterà della figura di Bettino Craxi. Parteciperanno Stefania Craxi, Renato Brunetta, Fabio Rampelli e Augusto Minzolini. Tratteranno di giovani e lavoro: Maurizio Sacconi, Piero Ichino, Renata Polverini ed Enrico Letta. Lo stesso giorno Roberto Maroni, Maurizio Gasparri, Andrea Riccardi e Rosy Bindi si sfideranno invece sui temi legati a immigrazione e solidarietà

Spazio anche alla riforma universitaria. Ne discuteranno: Mariastella Gelmini, Beppe Fioroni, Pigi Battista e Stefano Zecchi. Inoltre si parlerà di giovani e lotta alla mafia con Angelino Alfano e Alfredo Mantovano

Sabato mattina, alla presenza del Presidente del Senato, Renato Schifani e del Presidente del Comitato ufficiale per le celebrazioni del 150esimo, Giuliano Amato, si racconterà dei ragazzi che fecero l’Italia. Interverranno: Ignazio La Russa, Marco Pizzo e Marcello Veneziani Nel pomeriggio, Nichi Vendola e Stefania Prestigiacomo si confronteranno sull’energia del futuro e la difesa del presente. Gianni Alemanno, Raffele Fitto, Pasquale Viespoli, Enrico la Loggia e Filippo Penati, si sfideranno invece sulla questione del federalismo e dell’unità nazionale

Nel corso della Festa, non mancheranno poi i confronti diretti della Giovane Italia, come quelli con Mons. Rino Fisichella e Giulio Tremonti, oltre alla partecipazione di ministri come Franco Frattini, Mara Carfagna, Michela Brambilla e Andrea Ronchi.

Ma gli appuntamenti descritti finora, sono solo alcuni del ricco palinsesto di Atreju 2010. Fedeli alla linea: nessun simbolo di partito, né tanto meno discriminazioni o preclusioni di sorta. Insomma, come recitava uno slogan ben riuscito: Atreju è una festa di parte, non di partito

Restano da svelare altri dibattiti, le mostre, i libri che presenteremo e soprattutto i quattro destinatari del premio Atreju Non resta che ricordare a tutti i numeri da chiamare per partecipare ad Atreju.

Ci vediamo presto

Il comitato organizzatore

Info Prenotazioni: 06 – 5021775

Programma
mercoledì 08 settembre 2010
  • ore 17:00
    Inaugurazione di Atreju 2010
    Saluti: Vincenzo Piso, Alfredo Pallone, Laura Marsilio.
    Partecipano: Denis Verdini, Altero Matteoli

  • ore 20.00
    Premio Atreju 2010 a Reyna Tamayo Danger, madre di Orlando Zapata Tamayo
    Partecipano: Fabrizio Cicchitto, Carlos Carralero
    In diretta con Aldo Forbice, conduttore di Zapping

    ore 21.30
    Il mio canto libero in concerto
    Tributo a Lucio Battisti

    ore 23.00
    Aurora in concerto


giovedì 9 settembre 2010
  • ore 11.30
    Summer School 2010. La sessione di Atreju. “Il caso Craxi a dieci anni dalla scomparsa
    Partecipano: Gaetano Quagliariello, Stefania Craxi, Augusto Minzolini, Renato Brunetta, Fabio Rampelli

    ore 15.00
    Pagine Libere
    Presentazione del libro “Vuoi trasgredire? Non farti
    Partecipano: Giorgia Benusiglio, Beatrice Lorenzin, Dj Ringo, Massimo Canu

    ore 16.00
    Welcome to the jungle. Giovani e lavoro, la situazione e le prospettive
    Partecipano: Maurizio Sacconi, Pietro Ichino, Renata Polverini, Enrico Letta

    ore 17.30
    Quel posto che non c’è. Le politiche dell’immigrazione e quelle dell’accoglienza
    Partecipano: Maurizio Gasparri, Roberto Maroni, Andrea Riccardi, Rosy Bindi

    ore 19.00
    Il mondo che vorrei
    A confronto con Giulio Tremonti

    ore 20:30
    Premio Atreju 2010 a Simona Atzori
    Partecipa: Roberta Angelilli
    Consegna il premio: Mara Carfagna

    ore 21.30
    Max Gazzè in concerto

venerdì 10 settembre 2010
  • ore 11.00
    Assemblea. La lotta dei giovani del Pdl nelle istituzioni
    Saluto: Mario Valducci, Giovanni Collino
    Partecipano i giovani parlamentari nazionali ed europei e gli amministratori locali under 35

    ore 15.00
    Pagine Libere
    Presentazione di “Italica 150, viaggio a piedi dalla vetta d’Italia a Capo Passero
    Partecipano: Enrico Brizzi, Michela Vittoria Brambilla, Giampaolo Rossi

    ore 16:00
    C’è chi dice no. Giovani in lotta contro ogni mafia
    Angelino Alfano, Alfredo Mantovano, Nino Iannazzo, Fabio Chiosi

    ore 17:30
    The wall. In viaggio verso la riforma dell’istruzione in Italia
    Partecipano: Mariastella Gelmini, Giuseppe Fioroni, Pierluigi Battista, Stefano Zecchi

    ore 19.00
    Dio è morto
    A confronto con Mons. Rino Fisichella
    Saluto introduttivo di Maurizio Lupi

    ore 20.30
    Premio Atreju 2010 al Capitano Ultimo
    Partecipa: Giuseppe Scopelliti
    Consegna il premio: Gianfranco Paglia

    ore 21.30
    Davide Van De Sfroos in concerto

sabato 11 settembre 2010
  • ore 10:30
    Va’ Pensiero. I ragazzi che fecero l’Italia
    Intervento introduttivo del presidente del Senato Renato Schifani
    Partecipano: Giuliano Amato, Ignazio La Russa, Marcello Veneziani, Marco Pizzo

    ore 16.00
    Pagine Libere
    Presentazione del libro “Gli amici del terrorista. Chi protegge Cesare Battisti?” di Giuseppe Cruciani
    Partecipano: Andrea Ronchi, Alberto Torregiani
    Conclusioni di Franco Frattini

    ore 17:30
    A che ora è la fine del mondo? L’energia del futuro, la difesa del presente
    Partecipano: Nichi Vendola, Stefania Prestigiacomo
    Intervengono: Massimo de Maio, Vincenzo Pepe e Fiammetta Cicogna

    ore 19.00
    Ok Italia. Guida al federalismo che rafforza l’unità.
    Partecipano: Gianni Alemanno, Raffaele Fitto, Enrico La Loggia, Filippo Penati, Pasquale Viespoli

    ore 20.30
    Premio Atreju 2010 a Francesca Schiavone
    Partecipa: Barbara Saltamartini
    Consegna il premio: Rocco Crimi

    ore 21.30
    Irene Grandi in concerto

    ore 00.00
    Discoteca

domenica 12 settembre 2010
  • ore 10:30
    La Giovane Italia che vorrei
    Idee, proposte e suggerimenti per un movimento unito e vincente.
    Invia le tue considerazioni.

  • ore 11:00
    Viva l’Italia
    SILVIO BERLUSCONI a confronto con la Giovane Italia
    Partecipa: Giorgia Meloni


lunedì 26 luglio 2010

VISITA PLUSULTRAWEB.IT!


Plus Ultra Web è un progetto di informazione e diffusione della cultura comunitaria e identitaria. È la rete delle comunità militanti di tutt’Italia che si rivedono in un comune orizzonte di valori.
Attualità, Politica, Economia, Esteri, Scuola e Università, Territorio, Cultura, Società: Plus Ultra Web è la voce di una generazione che ha deciso di navigare in mare aperto, di andare oltre le nuove “colonne d’Ercole” dell’indifferenza, della rassegnazione, dell’omologazione, del relativismo.

domenica 6 giugno 2010

Roseto nord: Giovane Italia (PDL) e Popolo di Roseto chiedono di fermare la cementificazione e la creazione di più spazi sociali



Roseto degli Abruzzi, lì 06/06/10

Alla c.a. organi di informazione

OGGETTO: COMUNICATO STAMPA

Con gentile richiesta di pubblicazione

L’associazione “Il Popolo di Roseto” e Giovane Italia, movimento giovanile del Popolo della Libertà, denunciano lo stato di abbandono in cui versa Roseto nord.
La parte a nord della nostra città si è caratterizzata per un proliferare irregolare di costruzioni a destinazione abitativa eliminando i già pochi spazi verdi che erano presenti nella zona. Non mancano infatti esempi di “speculazione edilizia” che possono comportare pesantissime ricadute sociali: basti pensare a Viale Makarska con edifici eccessivamente contigui tra di loro e che rischia di diventare la versione rosetana del quartiere “La Piomba” di Silvi.
“Cosa ancor più grave, nonostante la notevole cementificazione degli ultimi anni,” afferma Paolo Antonelli, Presidente dell’associazione “Il Popolo di Roseto” “è che la bozza del nuovo PRG presentata dalla giunta Di Bonaventura non apporta alcun miglioramento sostanziale. Roseto nord” conclude Antonelli “rischia sempre di più di diventare un dormitorio senza spazi sociali, senza esercizi commerciali, senza luoghi di aggregazione: il monocolore PD continua ad operare scelte pessime in materia di urbanistica nonostante le promesse, gli slogan e le proposte faraoniche inattuabili (la risalita meccanizzata tra Roseto capoluogo e Montepagano e la torre vicino il porticciolo) ripetuti più volte durante le riunioni di presentazione della bozza del PRG.”
Secondo Fabio Peruzzi, de “Il Popolo di Roseto” : “Ulteriore incongruenza è rappresentata dal rilascio del permesso di costruire su un terreno coperto da vincoli di non edificabilità sopra terra, vincoli paesaggistici e dove la stessa Amministrazione comunale prevede la realizzazione di una rotatoria all’incrocio tra Via Nazionale e Via Palermo. Tutto ciò nonostante i condomini della palazzina confinante avessero da tempo avvisato gli uffici comunali competenti. Non si può quindi” aggiunge Peruzzi “parlare di sviluppo armonioso e di progetto ad ampio respiro quando una gestione
distorta dell’urbanistica non tiene conto nella maniera più assoluta della persone che vivono in città ma solo degli interessi di qualcuno”.
“Chiediamo a nome dei cittadini di Roseto nord più spazi di aggregazione sociale in favore delle famiglie e soprattutto dei ragazzi che sono costretti a muoversi per poter giocare” sostiene Fabrizio Fornaciari, Dirigente Provinciale di Giovane Italia (PDL).
“L’amministrazione” conclude Fornaciari “la smetta di andare avanti a slogan e invece si impegni seriamente a realizzare a Roseto nord un campo da gioco accessibile gratuitamente come quelli presenti nelle frazioni ed una piazza per permettere l’incontro, il dialogo e la socializzazione elementi fondanti ed imprescindibili di ogni comunità”.
Con la presente si porgono distinti saluti.



Paolo Antonelli
Presidente “Il Popolo di Roseto”


Fabio Peruzzi
Associazione “Il Popolo di Roseto”


Fabrizio Fornaciari
Dirigente provinciale Giovane Italia

lunedì 24 maggio 2010

ANNIVERSARIO STRAGE DI CAPACI : IL RICORDO DI MANFREDI BORSELLINO SUL NUOVO LIBRO "ERA D'ESTATE"









fonte: palermo.repubblica.it






La mia vita tra due stragi a Capaci morì anche mio padre



Domani si celebra l'anniversario della strage: il figlio di Paolo Borsellino ricorda in un libro il terribile presagio che piombò nella sua famiglia. "Ho iniziato a piangere la sua scomparsa con lui accanto mentre vegliavamo la salma di Falcone nella camera ardente"









Il primo pomeriggio di quel 23 maggio studiavo a casa dei miei genitori, preparavo l'esame di diritto commerciale, ero esattamente allo "zenit" del mio percorso universitario. Mio padre era andato, da solo e a piedi, eludendo come solo lui sapeva fare i ragazzi della scorta, dal barbiere Paolo Biondo, nella via Zandonai, dove nel bel mezzo del "taglio" fu raggiunto dalla telefonata di un collega che gli comunicava dell'attentato a Giovanni Falcone lungo l'autostrada Palermo-Punta Raisi

Ricordo bene che mio padre, ancora con tracce di schiuma da barba sul viso, avendo dimenticato le chiavi di casa bussò alla porta mentre io ero già pietrificato innanzi la televisione che in diretta trasmetteva le prime notizie sull'accaduto. Aprii la porta ad un uomo sconvolto, non ebbi il coraggio di chiedergli nulla né lui proferì parola.

Si cambiò e raccomandandomi di non allontanarmi da casa si precipitò, non ricordo se accompagnato da qualcuno o guidando lui stesso la macchina di servizio, nell'ospedale dove prima Giovanni Falcone, poi Francesca Morvillo, gli sarebbero spirati tra le braccia.
Quel giorno per me e per tutta la mia famiglia segnò un momento di non ritornoEra l'inizio della fine di nostro padre che poco a poco, giorno dopo giorno, fino a quel tragico 19 luglio, salvo rari momenti, non sarebbe stato più lo stesso, quell'uomo dissacrante e sempre pronto a non prendersi sul serio che tutti conoscevamo.

Ho iniziato a piangere la morte di mio padre con lui accanto mentre vegliavamo la salma di Falcone nella camera ardente allestita all'interno del Palazzo di Giustizia. Non potrò mai dimenticare che quel giorno piangevo la scomparsa di un collega ed amico fraterno di mio padre ma in realtà è come se con largo anticipo stessi già piangendo la sua.

Dal 23 maggio al 19 luglio divennero assai ricorrenti i sogni di attentati e scene di guerra nella mia città ma la mattina rimuovevo tutto, come se questi incubi non mi riguardassero e soprattutto non riguardassero mio padre, che invece nel mio subconscio era la vittima.
Dopo la strage di Capaci, eccetto che nei giorni immediatamente successivi, proseguii i miei studi, sostenendo gli esami di diritto commerciale, scienze delle finanze, diritto tributario e diritto privato dell'economia. In mio padre avvertivo un graduale distacco, lo stesso che avrebbero percepito le mie sorelle, ma lo attribuivo (e giustificavo) al carico di lavoro e di preoccupazioni che lo assalivano in quei giorni. Solo dopo la sua morte seppi da padre Cesare Rattoballi che era un distacco voluto, calcolato, perché gradualmente, e quindi senza particolari traumi, noi figli ci abituassimo alla sua assenza e ci trovassimo un giorno in qualche modo "preparati" qualora a lui fosse toccato lo stesso destino dell'amico e collega Giovanni.

La mattina del 19 luglio, complice il fatto che si trattava di una domenica ed ero oramai libero da impegni universitari, mi alzai abbastanza tardi, perlomeno rispetto all'orario in cui solitamente si alzava mio padre che amava dire che si alzava ogni giorno (compresa la domenica) alle 5 del mattino per "fottere" il mondo con due ore di anticipo.
In quei giorni di luglio erano nostri ospiti, come d'altra parte ogni estate, dei nostri zii con la loro unica figlia, Silvia, ed era proprio con lei che mio padre di buon mattino ci aveva anticipati nel recarsi a Villagrazia di Carini dove si trova la residenza estiva dei miei nonni materni e dove, nella villa accanto alla nostra, ci aveva invitati a pranzo il professore "Pippo" Tricoli, titolare della cattedra di Storia contemporanea dell'Università di Palermo e storico esponente dell'Msi siciliano, un uomo di grande spessore culturale ed umano con la cui famiglia condividevamo ogni anno spensierate stagioni estive.

Mio padre, in verità, tentò di scuotermi dalla mia "loffia" domenicale tradendo un certo desiderio di "fare strada" insieme, ma non ci riuscì. L'avremmo raggiunto successivamente insieme agli zii ed a mia madre. Mia sorella Lucia sarebbe stata impegnata tutto il giorno a ripassare una materia universitaria di cui avrebbe dovuto sostenere il relativo esame il giorno successivo (cosa che fece!) a casa di una sua collega, mentre Fiammetta, come è noto, era in Thailandia con amici di famiglia e sarebbe rientrata in Italia solo tre giorni dopo la morte di suo padre.

Non era la prima estate che, per ragioni di sicurezza, rinunciavamo alle vacanze al mare; ve ne erano state altre come quella dell'85, quando dopo gli assassini di Montana e Cassarà eravamo stati "deportati" all'Asinara, o quella dell'anno precedente, nel corso della quale mio padre era stato destinatario di pesanti minacce di morte da parte di talune famiglie mafiose del trapanese.
Ma quella era un'estate particolare, rispetto alle precedenti mio padre ci disse che non era più nelle condizioni di sottrarsi all'apparato di sicurezza cui, soprattutto dolo la morte di Falcone, lo avevano sottoposto, e di riflesso non avrebbe potuto garantire a noi figli ed a mia madre quella libertà di movimento che negli anni precedenti era riuscito ad assicurarci.

Così quell'estate la villa dei nonni materni, nella quale avevamo trascorso sin dalla nostra nascita forse i momenti più belli e spensierati, era rimasta chiusa. Troppo "esposta" per la sua adiacenza all'autostrada per rendere possibile un'adeguata protezione di chi vi dimorava.
Ricordo una bellissima giornata, quando arrivai mio padre si era appena allontanato con la barchetta di un suo amico per quello che sarebbe stato l'ultimo bagno nel "suo" mare e non posso dimenticare i ragazzi della sua scorta, gli stessi di via D'Amelio, sulla spiaggia a seguire mio padre con lo sguardo e a godersi quel sole e quel mare.

Anche il pranzo in casa Tricoli fu un momento piacevole per tutti, era un tipico pranzo palermitano a base di panelle, crocché, arancine e quanto di più pesante la cucina siciliana possa contemplare, insomma per stomaci forti.
Ricordo che in Tv vi erano le immagini del Tour de France ma mio padre, sebbene fosse un grande appassionato di ciclismo, dopo il pranzo, nel corso del quale non si era risparmiato nel "tenere comizio" come suo solito, decise di appisolarsi in una camera della nostra villa. In realtà non dormì nemmeno un minuto, trovammo sul portacenere accanto al letto un cumulo di cicche di sigarette che lasciava poco spazio all'immaginazione.

Dopo quello che fu tutto fuorché un riposo pomeridiano mio padre raccolse i suoi effetti, compreso il costume da bagno (restituitoci ancora bagnato dopo l'eccidio) e l'agenda rossa della quale tanto si sarebbe parlato negli anni successivi, e dopo avere salutato tutti si diresse verso la sua macchina parcheggiata sul piazzale limitrofo le ville insieme a quelle della scorta. Mia madre lo salutò sull'uscio della villa del professore Tricoli, io l'accompagnai portandogli la borsa sino alla macchina, sapevo che aveva l'appuntamento con mia nonna per portarla dal cardiologo per cui non ebbi bisogno di chiedergli nulla. Mi sorrise, gli sorrisi, sicuri entrambi che di lì a poche ore ci saremmo ritrovati a casa a Palermo con gli zii.

Ho realizzato che mio padre non c'era più mentre quel pomeriggio giocavo a ping pong e vidi passarmi accanto il volto funereo di mia cugina Silvia, aveva appena appreso dell'attentato dalla radio. Non so perché ma prima di decidere il da farsi io e mia madre ci preoccupammo di chiudere la villa. Quindi, mentre affidavo mia madre ai miei zii ed ai Tricoli, sono salito sulla moto di un amico d'infanzia che villeggia lì vicino ed a grande velocità ci recammo in via D'Amelio.

Non vidi mio padre, o meglio i suoi "resti", perché quando giunsi in via D'Amelio fui riconosciuto dall'allora presidente della Corte d'Appello, il dottor Carmelo Conti, che volle condurmi presso il centro di Medicina legale dove poco dopo fui raggiunto da mia madre e dalla mia nonna paterna.
Seppi successivamente che mia sorella Lucia non solo volle vedere ciò che era rimasto di mio padre, ma lo volle anche ricomporre e vestire all'interno della camera mortuaria. Mia sorella Lucia, la stessa che poche ore dopo la morte del padre avrebbe sostenuto un esame universitario lasciando incredula la commissione, ci riferì che nostro padre è morto sorridendo, sotto i suoi baffi affumicati dalla fuliggine dell'esplosione ha intravisto il suo solito ghigno, il suo sorriso di sempre; a differenza di quello che si può pensare mia sorella ha tratto una grande forza da quell'ultima immagine del padre, è come se si fossero voluti salutare un'ultima volta.

La mia vita, come d'altra parte quella delle mie sorelle e di mia madre, è certamente cambiata dopo quel 19 luglio, siamo cresciuti tutti molto in fretta ed abbiamo capito, da subito, che dovevamo sottrarci senza "se" e senza "ma" a qualsivoglia sollecitazione ci pervenisse dal mondo esterno e da quello mediatico in particolare. Sapevamo che mio padre non avrebbe gradito che noi ci trasformassimo in "familiari superstiti di una vittima della mafia", che noi vivessimo come figli o moglie di ....., desiderava che noi proseguissimo i nostri studi, ci realizzassimo nel lavoro e nella vita, e gli dessimo quei nipoti che lui tanto desiderava. A me in particolare mi chiedeva "Paolino" sin da quando avevo le prime fidanzate, non oso immaginare la sua gioia se fosse stato con noi il 20 dicembre 2007, quando è nato Paolo Borsellino, il suo primo e, per il momento, unico nipote maschio.

Oggi vorrei dire a mio padre che la nostra vita è sì cambiata dopo che ci ha lasciati ma non nel senso che lui temeva: siamo rimasti gli stessi che eravamo e che lui ben conosceva, abbiamo percorso le nostre strade senza "farci largo" con il nostro cognome, divenuto "pesante" in tutti i sensi, abbiamo costruito le nostre famiglie cui sono rivolte la maggior parte delle nostre attenzioni come lui ci ha insegnato, non ci siamo "montati la testa", rischio purtroppo ricorrente quando si ha la fortuna e l'onore di avere un padre come lui, insomma siamo rimasti con i piedi per terra.
E vorrei anche dirgli che la mamma dopo essere stata il suo principale sostegno è stata in questi lunghi anni la nostra forza, senza di lei tutto sarebbe stato più difficile e molto probabilmente nessuno di noi tre ce l'avrebbe fatta.

Mi piace pensare che oggi sono quello che sono, ovverosia un dirigente di polizia appassionato del suo lavoro che nel suo piccolo serve lo Stato ed i propri concittadini come, in una dimensione ben più grande ed importante, faceva suo padre, indipendentemente dall'evento drammatico che mi sono trovato a vivere.

D'altra parte è certo quello che non sarei mai voluto diventare dopo la morte di mio padre, ovverosia una persona che in un modo o nell'altro avrebbe "sfruttato" questo rapporto di sangue, avrebbe "cavalcato" l'evento traendone vantaggi personali non dovuti, avrebbe ricoperto cariche o assunto incarichi in quanto figlio di .... o perché di cognome fa Borsellino. (...)
Ai miei figli, ancora troppo piccoli perché possa iniziare a parlargli del nonno, vorrei farglielo conoscere proprio tramite i suoi insegnamenti, raccontandogli piccoli ma significativi episodi tramite i quali trasmettergli i valori portanti della sua vita.
Caro papà, ogni sera prima di addormentarci ti ringraziamo per il dono più grande, il modo in cui ci hai insegnato a vivere.



Il testo di Manfredi Borsellino è tratto dal volume "Era d'estate" a cura di Roberto Puglisi e Alessandra Turrisi edito da Pietro Vittorietti

lunedì 26 aprile 2010

Giornate di studio, "Orizzonte di valori" Ocre (AQ) 30 Aprile-02 Maggio

fonte: fondazionenuovaitalia.org

La Fondazione Nuova Italia, in collaborazione con i Circoli della Nuova Italia e il Centro studi Geopolitica.info, organizza alcune giornate di studio per affrontare i temi cruciali dell’attuale dibattito politico-culturale: la trasformazione dello Stato sociale, il rilancio del tema della “partecipazione”, il nuovo valore dell’ “identità” e la necessità di una più incisiva politica per la famiglia.
Si tratta di un’occasione per riflettere su come la grave crisi che stiamo affrontando non solo abbia messo in discussione consolidati equilibri economici e sociali, ma abbia anche rotto l’argine in cui il pensiero “unico” teneva compresse le spinte identitarie che si agitavano nell’animo profondo dei popoli. I valori incardinati nel nostro orizzonte – tradizione, identità e bellezza – coniugati con una rinnovata centralità della persona, possono consentirci di costruire una democrazia “attiva” e di dar vita a un nuovo modello di sviluppo in grado di arrestare il declino e di competere nei mari aperti del mondo globale.
La partecipazione ai seminari è a numero chiuso. Saranno accettate un massimo di 70 prenotazioni.


Venerdì 30 aprile

ore 16.00 Arrivo e accreditamento.

ore 16.30 Inizio lavori e saluti delle autorità.

ore 17.30 Radicare un’idea: struttura, programmi e prospettive dei Circoli della Nuova Italia (F. Biava).

ore 18.30 Pausa.

ore 19.00 Presentazione del libro “La Sfida del presente, idee e proposte per il Partito per la nazione” (G. Castellino si confronta con F. dell’Orefice).

ore 20.30 Cena.

Sabato 1 maggio

ore 10.00 Partecipare per competere (M. Castro).

ore 11.00 La famiglia al centro della Comunità nazionale (B. Saltamartini).

ore 12.00 Obiettivo Sud (M. Taglialatela).

ore 13.30 Pranzo.

ore 15.00 Political trainer: nuovi modelli di marketing e coaching elettorale (G. Cuscusa, N. Lanza e F. Padovan).

ore 16.30 Tavola rotonda: Eclissi della democrazia? L’Occidente tra astensionismo, ansie di partecipazione e chiusure oligarchiche (G. Giorgini, G. Natalizia, A. Mellone, G. Sacco e S. Santangelo).

ore 18.00 Pausa.

ore 18.30 Role-playing: contrasto all’agro-pirateria e tutela del Made in Italy. Case history e simulazione (a cura di A. Manzo).

ore 20.30 Cena.

Domenica 2 maggio

ore 10.00 Tavola rotonda: Quale futuro per l’Italia? Le giovani generazioni di fronte alla crisi e all’antipolitica (C. Fidanza e C. Varchi).

ore 11.30 L’identità come categoria politica (G. Alemanno).

ore 13.30 Pranzo.

ore 15.00 Consegna degli attestati di partecipazione.

sabato 24 aprile 2010

LA GRANDE TRUFFA DEL P.R.G. Il centrodestra all’attacco di Fabrizio Fornaciari


Questa mattina presso il salone della Villa Comunale si è svolta una conferenza stampa dei partiti del centrodestra per fare il punto della situazione sulla bozza del PRG presentata recentemente dalla Giunta comunale.
Nel tavolo dei relatori sedevano i consiglieri Di Marco e Norante per il PDL, Marini e Caponi per i Liberalsocialisti, in rappresentanza dei partiti della coalizione vi erano Tancredi (PDL), Pavone (Liberalsocialsti) e Recchiuti (UDC).


Dopo le ultime polemiche sulla bozza del PRG recentemente presentata dall’Amministrazione comunale, l’opposizione interviene nel dibattito con una conferenza stampa. E’ un centrodestra all’attacco che inizia la conferenza stampa con il capogruppo Marini che da subito è un fiume in piena. “Abbiamo convocato questa conferenza stampa per annunciare la nostra decisione di diffidare la Giunta comunale a continuare l’iter di approvazione del PRG. E’necessario bloccare il corso di approvazione impostato erroneamente dall’inizio. Il PRG è uno strumento a disposizione di tutti, bisogna quindi arrivare ad una soluzione condivisa: Roseto aspetta da tredici anni, l’ultimo PRG risale a ben venticinque anni fa. E’ fondamentale quindi prima individuare dove deve sorgere l’area artigianale, industriale, commerciale,ecc… cosa che non è stata fatta in questa bozza”. Scende poi nel particolare “Vi riporto alcuni esempi di cattiva amministrazione che hanno caratterizzato l’azione di governo del PD: il piano antenne inesistente, l’autoporto abbandonato, la cattiva gestione del piano spiaggia e del PAN. Richiediamo dunque che il cammino per la formazione del PRG, strumento urbanistico fondamentale, sia all’insegna della trasparenza e della democraticità. C’è inoltre da sottolineare” conclude Marini “ che Nigro in tredici anni ha prodotto un piano irreale, addirittura su una cartografia errata”.
Il commento di Marini è seguito da Di Marco: “L’amministrazione sta continuando ad agire in maniera indegna, si ricordano ora dopo tredici anni di progettazione di andare ad ascoltare i cittadini: ci viene dunque il legittimo dubbio che si tratti di una mera operazione di campagna elettorale, soprattutto perché in occasione del convegno di presentazione tenutosi al Palazzo del Mare hanno dichiarato che questa bozza è suscettibile di modifiche senza però che si dia la possibilità ai cittadini di presentare le osservazioni”
Continua Pavone che alza il tiro: “E’ scoraggiante assistere a pseudo-riunioni dove i cittadini dovrebbero partecipare alle decisioni, mentre quelli che decidono veramente lo fanno nelle segrete stanze. Le riunioni pubbliche organizzate dalla giunta Di Bonaventura sono solo per fare le promesse elettorali. Tutto ciò mentre il PD è comunque non è legittimato a governare avendo solo il 33% (dato delle ultime elezioni provinciali n.d.r.).” continua ad incalzare Pavone “Lo sportello informativo aperto dall’amministrazione è uno specchietto per le allodole, è uno sportello inutile perché se il piano non è adottato non si può presentare alcuna osservazione. Vi è grande nervosismo degli amministratori visti i momenti di tensione della riunione di Cologna Spiaggia (
http://www.cityrumors.it/2010042215399/teramo/politica/roseto-alla-presentazione-del-prg-arrivano-i-carabinieri.html).
La conferenza stampa prosegue con l’intervento di Norante: “Abbiamo messo in campo una serie di iniziative: in primis la diffida a procedere in quanto l’iter non rispetta la legge regionale sull’urbanistica vigente e contestualmente si richiede di ritirare la bozza. Chiederemo la convocazione di un consiglio comunale straordinario, i cittadini saranno informati capillarmente con l’affissione di manifesti e con volantinaggi sul tema. IL PD ha capito che è cambiato il clima, la gente è vicina al centrodestra e quindi stanno facendo di tutto perché l’anno prossimo la città vorrà cambiare”.
Dopo il consigliere del PDL prende la parola il segretario dell’UDC Alessandro Recchiuti che non risparmia critiche sottolineando il nervosismo di questi giorni” L’altra sera a Cologna Spiaggia si è scritta una pagina nera per la storia della nostra città, sono stati chiamati i Carabinieri per impedire la visione di atti protocollati, lo stesso trattamento dovrebbe essere previsto per chi fa visionare le carte nelle segreterie di partito”.
La conclusione è affidata al Senatore Tancredi, neo-commissario del Popolo della Libertà: “ Il Comune di Roseto è riuscito ad innovare l’iter di approvazione del PRG, senza curarsi di rispettare l’iter previsto dalle legge. Non siamo certo contenti di rivolgerci alla magistratura, ma di fronte a questa situazione i gruppi consiliari sono obbligati a prendere provvedimenti. L’opposizione oggi deve domandare ai cittadini se meritano di essere ancora governati da questa amministrazione. Questo strumento non ha alcun disegno progettuale, l’unico obiettivo è di fare clientela per pochi, noi con le prossime iniziative in programma vogliamo far capire alla città di Roseto quale occasione stia perdendo, perciò riteniamo che il Sindaco debba rinunciare alla presentazione del PRG”.

Questi quindi i contenuti della conferenza stampa di questa mattina che vedono il centrodestra incalzare la Giunta comunale. Giovane Italia (PDL) e l’associazione “Il Popolo di Roseto”, nel collaborare a 360° con il Popolo della Libertà e tutto il centrodestra, sono a completa disposizione di tutti coloro che vorranno comprendere meglio quanto accaduto e per costruire una seria alternativa al disastroso gruppo di potere che da troppo tempo controlla e danneggia la nostra città.


Legge regionale N°8171983 “Norme per la conservazione, tutela, trasformazione del territorio della Regione Abruzzo”
http://www.regione.abruzzo.it/xAmbiente/docs/normeMatPian/1LR18_83_Coordinato.pdf
Giovane Italia http://agroseto.blogspot.com
Il Popolo di Roseto http://popolodiroseto.blogspot.com/

lunedì 19 aprile 2010

PRG a Roseto: soliti metodi o rilancio? di Fabrizio Fornaciari


In questi giorni Roseto è in fermento: dopo 13 anni di progettazione da parte del Prof. Nigro è stata presentata alla cittadinanza la bozza del Piano Regolatore Generale, strumento urbanistico fondamentale per decidere il futuro della città.
I comunicati della Giunta comunale e delle opposizioni, il consiglio comunale per la presentazione ed il convegno tenutosi al Palazzo del Mare hanno favorito l’inizio della discussione, uno scambio di idee non solo tra gli addetti ai lavori: in città tutti ne parlano, lo fanno i “tecnici” come gli ingegneri, gli architetti e i geometri ; lo fanno i cittadini che nutrono molte aspettative e lo fanno anche i giovani, soprattutto gli studenti universitari di Ingegneria e Architettura, che si esprimono con grande capacità critica e auspicando che il PRG recepisca i principi di tutela dell’ambiente e di uno sviluppo armonioso.
Insomma Roseto, città spesso sonnolenta e disinteressata alla vita pubblica e alle vicende politiche, ora ha gli occhi puntati sulla bozza e nutre diverse aspettative.
Si sono susseguiti incontri, tavoli tecnici, manifestazioni di piazza, polemiche sulla stampa,ecc…evidente è stata la levata di scudi delle opposizioni (centrodestra e sinistra radicale) in merito al metodo adottato dal monocolore PD per consentire ai cittadini di poter partecipare alle decisioni. La formula è sicuramente “irrituale” in quanto prevede una generica apertura dello sportello presso l’URP del Municipio dal 15 al 30 aprile senza consentire ai cittadini, secondo quanto previsto dall’art.10 L.R. 18/1983 di presentare le osservazioni nei 45 giorni successivi dopo l’adozione (che non c’è neanche stata n.d.r.). Metodo “irrituale” che ne potrebbe inficiare persino l’approvazione.
La continuità amministrativa con cui il centrosinistra ha governato ininterrottamente questa città non ha di certo portato Roseto a crescere da un punto di vista economico, commerciale, turistico, culturale e sociale. L’unica crescita è stata quella dell’espansione urbanistica: disorganica e in certi tratti persino “selvaggia” con pesanti ricadute sociali. Basti pensare a Viale Makarska che rischia di riprodurre la situazione presente in quartieri come “La Piomba” a Silvi.
E’ necessario un cambio di passo, è necessario dare una prospettiva futura alla città, persino voci autorevoli della c.d. “società civile” sottolineano quello che non va e si interrogano sui rimedi: non sono passati inosservati gli interventi dell’Ing. Rocci sul periodico “Piccola Città” in merito all’elaborazione del Piano spiaggia, alla gestione del PAN e all’arrivo dopo 13 anni della bozza del PRG.
Per quanto, tornando al PRG, sia inevitabile che gli amministratori possano avere delle sollecitazioni e prendere determinate decisioni che incidano sull’assetto del Piano è fondamentale che l’impostazione generale sia veramente portatrice di una progettualità per lo sviluppo del nostro territorio: Roseto ha ben altri problemi da risolvere prima di pensare alla costruzione di una torre in prossimità del porticciolo turistico o della installazione di una risalita meccanica (funivia n.d.r.) che colleghi la zona della Fornace Diodoro a Montepagano. C’è bisogno di riorganizzare gli spazi, individuare aree per gli insediamenti produttivi e le aree destinate alla nascita di attività turistico-ricettive che favoriscano una diversificazione dell’offerta turistica presente e non favorire come sempre la c.d. “edilizia di regime”.
Ad esempio si potrebbe individuare un’area per l’insediamento di B&B o di nuovo agriturismi sulle nostre splendide colline, ma per incentivare questa attività è necessario preservare le aree verdi esistenti: anche qui le non-scelte dell’amministrazione sulla Riserva del Borsacchio continuano a penalizzare tutta la città.
Sempre le non-scelte continuano a favorire le città turistiche a noi vicine dove le giunte che si sono succedute negli anni, sia di destra che di sinistra, hanno realmente inciso durante i rispettivi mandati con risultati sotto gli occhi di tutti.
E’ un momento decisivo che deve vedere la massima partecipazione e il controllo da parte di tutti. Il Piano deciderà l’assetto della nostra città nei prossimi anni, può rappresentare un’occasione di rilancio per Roseto e non può trasformarsi in un “assalto alla diligenza” in cui gli amici degli amici saranno accontentati e la stragrande maggioranza dei cittadini rimane con un pugno di mosche in mano.
Oggi la politica è al bivio: la maggioranza dovrà essere giudicata rispetto alle scelte effettuate nella bozza, per ora molto discutibili; l’opposizione, per non rimanere tale, non può limitarsi a contestare ma deve essere alternativa, rilanciare una controproposta per dimostrare in maniera inequivocabile la credibilità dei suoi uomini a governare Roseto e soprattutto tutelare i cittadini affinché non cadano nell’inganno delle promesse elettorali di qualcuno che non verranno mantenute.